venerdì, 04 luglio 2008

 

1888352

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qualcuno vi  ha infelicemente suggerito e convinto che voi avete una coscienza. E' a partire da quest'appropriazione indebita che pensate di avere degli interlocutori. Da morti attendete risposte dai morti. Se foste vivi non vi sognereste nemmeno di aprir bocca o quantomeno parlereste solo per contingenza nella consapevolezza di poter solo monologare. Difatti chi vi comprende veramente ascolta solo il suono della vostra voce e mai e poi mai il significato di quel che dite. E' solamente fuor di coscienza che ci si può incontrare senza che il silenzio crei disagio.

 

 

 

 

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sabato, 28 giugno 2008

 

 

 

 

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venerdì, 27 giugno 2008

 

 

 

 

 

 

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domenica, 22 giugno 2008

 

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Poggiato sul davanzale aspirai a pieni polmoni e la brace di quella sigaretta in un attimo diventò vulcano. Sentii la tua lingua sulla mia schiena fare curve rapide come su una coltre di neve immacolata sciogliendola ad ogni bordo e poi. Fermarsi in basso. In ginocchio sputava quella bocca invadente e la lingua tua a stendere e spingere quella saliva sul mio buco a divorare sputare slinguare spingere invasata mentre ti sditalinavi tra le labbra. Poi il mozzicone precipitò nel vuoto. Mi girai di scatto presi il tuo volto tra le mie mani accarezzandolo morbidamente fino ai capelli ora tutti nel mio pugno annusandoti la bocca baciandola. Amore. Silenzio. Poi dentro. Ti ho scopato bocca e gola a farti lacrimare di vita gli occhi puttana.

 

 

 

 

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venerdì, 20 giugno 2008

 

toe

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Una volta ho incontrato un idealista che mi chiese: " tu in cosa credi?". Gli risposi che la sua domanda poteva sorgere solo in seguito al suo bisogno di credere, altrimenti non sarebbe sorta nessuna domanda, e che quel bisogno non era suo, gli era arrivato dall'esterno pertanto non lo riguardava, non era roba sua. Non replicò nulla, stette in silenzio. Io non l'ho più visto ma credo che in seguito non abbia posto più a nessuno quella domanda. E' sicuro che dal punto di vista intellettivo non comprese nulla di quello che dicevo ma lui non era più la stessa persona. Nel senso che era molto meno una 'persona', meno 'se stesso'. Diciamo più 'leggero', e senza sapere perché o percome. E' come rientrare in casa dopo un lungo ed estenuante viaggio, non ti chiedi come mai stai bene, stai bene e basta, funziona da sé, non servono motivazioni. E' una cosa magnificamente semplice, grandiosa perchè ordinaria.

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lunedì, 16 giugno 2008

 

oooo

 

Sul cuscino una cascata di capelli morbidi sparsi sopra la testa, il volto reclinato, lo sguardo morbido dentro un altrove. Eravamo la vita dimentica di sé e la bellezza m'invadeva, inerme. Poi dissi una parola. E tutto rientrò nel tempo e la volontà credette d'essere e la morte prevalse sul nulla vivente. E non v'era niente da eccepire perché chi osservava tutto questo non apparteneva, non prendeva carico di sé, non contraeva nessun impegno verso l'amore d'essere.

 

 

 


 

 

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giovedì, 12 giugno 2008

 

29bTubeWallis

 

oggi una vigilessa molto giovane e per la cronaca molto bella si è sentita in colpa per avermi multato non che non avesse ragione è che dovevo fermarmi in quel divieto di sosta per dei validi motivi che non sto a spiegare e molto tranquillamente glieli ho argomentati con una tranquillità da far tremare le gambe a chi ascolta perchè chi ascolta essendo un tutore dell'ordine non si aspetta una tale padronanza di sé ma piuttosto di ricevere proteste piagnistei o scuse banali e scomposte pertanto i ruoli qui venivano capovolti e quando ti capovolgi se non sei preparato a capovolgerti ecco che sei tu che ti spiazzi e ti scomponi e perdi le tue motivazioni in un lampo poi le ho chiesto con voce tranquilla molto tranquilla guardandola negli occhi se volesse se gradisse togliermela e lei ha detto intimidita che oramai l'aveva segnata ma le sue gambe erano inchiodate a terra e non riusciva a salire in auto allora ho accennato un sorriso di comprensione e senza dire altro me ne sono andato guardandola in modo paternalistico ma dentro quel sorriso c'era un velo di rimprovero e lei è salita in auto con i colleghi e mi ha guardato mi ha guardato mi ha guardato e la macchina si allontanava e si è torta il collo all'indietro per guardarmi e ci sono momenti che è molto difficile far rispettare la legge perchè la legge non sa quel che è giusto ma tu invece lo sai eccome e però è difficile soprattutto se qualcuno come me per convenienza sa manipolarti se vuole e ti vende un sottile senso di colpa da portare nel petto per qualche secondo mentre torci il collo allacciandoti le cinture e così andando per la mia via ho sorriso per non aver calcato la mano e le ho anche voluto un pò di bene pensando che lei invece non stava affatto sorridendo

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martedì, 10 giugno 2008

 

Copia di LbZnldiwMkb8

 

Se un uomo vi dice che riconosce quante volte avete preso il cazzo nel culo in base a quanto il vostro buchetto gli sembrerebbe più o meno stretto, non credeteci: il grado di dilatazione è inerente soprattutto all'abbandono. Non si può fottere il culo riducendolo ad una questione di principio. I principi per definizione 'iniziano' da qualche parte, mentre l'atto dell'inculare resta sempre, nell'immediato svanire, una questione destinata a disintegrare l'intelletto e destituirlo da qualsiasi e sempre misera forma di conoscenza di sé. Dis-conoscersi non ha nè inizio nè fine difatti è qualcosa che è molto simile alla realtà, tutto il contrario quindi della conoscenza, sempre falsa perchè appartenente al tempo, al cambiamento.

- l'autorevolezza suprema di culo -

 

 

 

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giovedì, 05 giugno 2008

foto- marcus ewers

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Tra i tanti clienti nuovi, a volte capita, evento raro e squisito, di acquisirne uno verso il quale senti immediatamente, dai primi sguardi, respiri, parole, che quel cliente è stato tuo cliente da un tempo infinitamente remoto rispetto a quel momento. E lo sarà per sempre, anche se o quando non comprerà più. E' come se una vocina sotterranea, calda e immensa ti friggesse dentro dicendoti che tu in quell'istante sei con la persona giusta nel posto giusto in un tempo che più giusto di così c'è solo la morte. Accade qualcosa di magico, un'intesa, un'affabilità naturale, un reciproco accoglimento che tacitamente ti fa sentire in armonia col creato, significativo e amato. Tutto questo, beninteso, solo dal punto di vista umano. In realtà, in quel preciso istante, c'è solo amore al di là dell'umano, impersonale. E tu non sai e non pensi e non dici proprio niente e ti lasci liberamente vivere. Ci puoi ripensare poi: ma è andato. Resta un alone residuo, indimenticabile, come una dolce presenza fatta di cose 'mai state'. Pienezza d'Assenza.

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postato da: ilFrancese alle ore 01:53 | Permalink | commenti (20)
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lunedì, 02 giugno 2008

 

ciclostili umani

lei: "mi piace santoro travaglio dice cose vere ha vinto tutte le cause ho letto gomorra vespa fa schifo è un leccaculo se non c'era craxi berlusconi..adoro de andrè de gregori paolo conte che carino e tenero jovanotti  radio capital fa della musica straordinaria adoro zapatero che bell'uomo cacciari bellissimi capelli detesto il papa fazio è carinissimo mi piace veltroni adoro la spagna gaudì picasso andrei a viverci subito adoro clooney hai messo l'orologio? io l'ho lasciato a casa dove parcheggiamo? adoro ozpetek e almodovar (annuisce e dice bravo a chi la pensa come lei) (salta a destra e a sinistra come una cavalletta per vedere i titoli dei quadri scritti in piccolo vicino alle tele) prendo il libretto perchè li ho tutti"

dio porco

 

postato da: ilFrancese alle ore 21:56 | Permalink | commenti (26)
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venerdì, 30 maggio 2008

 

 

domenica pomeriggio andrò a milano a vedere le tele di bacon con un'amica. avrò una coppola beige in testa e gli occhiali da sole appesi alla camicia. voi vi presenterete alla mostra e mi cercherete. quando mi troverete scandirete il vostro nick presentandovi. io vi guarderò attentamente il volto e senza dirvi nulla me ne andrò.

questo è un evento straordinario

 

 

 

postato da: ilFrancese alle ore 02:20 | Permalink | commenti (21)
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lunedì, 26 maggio 2008

 

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Avvolte dai miei palmi amorevolmente lisci erano tanto belle le tue natiche morbide che le mie mani al confronto parevan pietra. Ma le vene del dorso le sentivo eccome, gonfie sulla pelle, e le tempie a pulsare. Così, completamente in mio possesso, ti calai inesorabilmente sul mio grembo aprendoti le labbra con le dita. Dilatata. Hai spalancato la bocca in un grido muto chiudendo gli occhi squarciando l'aria davanti la mia faccia. Ti guardavo ed ero te. Mentre avido e feroce ripetutamente ti invadevo a colpi forti dentro. 

 

 

 

 

 

 

postato da: ilFrancese alle ore 02:02 | Permalink | commenti (19)
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giovedì, 22 maggio 2008

 

Copia di Casta_nor084.

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Improvvisamente esce il sole e mi trovo lì
e non so chi è apparso a chi.
Poi penso.
E nel pensare divento 'qualcuno',
quel qualcuno che mai potrebbbe 
avvicinarsi a quel non so chi.
In fin dei conti non sono mai me stesso,
è così semplice.
Nemmeno semplice, è così.
E nemmeno così. 






 

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sabato, 17 maggio 2008

 

sempre a grandissima mia richiesta ritorna un
sondaggino squisito per voi astanti/sedicenti vivi:

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A - rivelami perché vai di fretta e soprattutto dove minchia vai

B - rivelami il tuo conformismo

C - rivelami il tuo falso problema

D - rivelami perché mi ami

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postato da: ilFrancese alle ore 04:04 | Permalink | commenti (43)
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lunedì, 12 maggio 2008

 

Amaro11

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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come digestivo preferisco il tuo volto
che sporge di lato giù in basso
le tue labbra sulle vene del mio cazzo arrogante
a stendermi veli di saliva sull'asta puttana
a sentire il suono della tua bocca avida che langue e divora
mentre ti massaggio la pancia morbidamente
seta velluto burro da slinguare piccina
e la finestra aperta a soffiarti tra le cosce
a sbattermi il tuo l'odore in faccia femmina

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postato da: ilFrancese alle ore 21:42 | Permalink | commenti (22)
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venerdì, 09 maggio 2008

 

 

All'inizio costruisci ed esterni, tutto è lì fuori,
sei ignorante al cubo.
Poi introietti e demolisci, tutto è dentro,
sei ignorante al quadrato.
In seguito sai di non sapere,
e sei molto ignorante perchè qualcosa ancora sai.
In seguito entri in zona neutra,
nè sai, nè non sai.
Poi nulla.

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postato da: ilFrancese alle ore 20:41 | Permalink | commenti (9)
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mercoledì, 07 maggio 2008

 

 

 

            siamo sempre in tante, forse troppe. forse

 

 

postato da: ilFrancese alle ore 01:18 | Permalink | commenti (20)
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domenica, 04 maggio 2008

casta059

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Non v'è mai stato ne mai vi sarà nessun discorso, nessuna psicologia che mi riguardi, nessun perchè. Le spiegazioni sono per gli imbecilli. Vedo il volto del tuo bambino e vedo il tuo volto, e lacrime mie copiose colpiscono la terra. Dilaniante bellezza. Sono accaduto, giocoforza. Non c'è verbo che possa parlare nel deserto, non c'è dio cupo o ridente che mi contempli.

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postato da: ilFrancese alle ore 21:22 | Permalink | commenti (7)
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martedì, 29 aprile 2008

 

non

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nell'abbandono
la nudità è un impeto verso l'inorganico
Non più corpo che pensa che sa di essere
ma corpo che elude se stesso
Deserto

Quando sei nuda tanto nuda
tu non sei tu 
potresti abbattere montagne con le tue urla
camminare disinvolta tra le devastazioni accadute 
con una sigaretta in bocca

 

 

(da notare in sottofondo Sarah Jane che pronuncia 'move on up'
come se espellesse fuori dall'utero l'universo)

 

 

postato da: ilFrancese alle ore 20:57 | Permalink | commenti (7)
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sabato, 26 aprile 2008

 

bacon

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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F. Bacon

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"Se hai paura di tutto leggi questo libro, ma prima ascoltami: se ridi, vuol dire che hai paura. Un libro, tu credi, è cosa inerte. Può darsi. E se, come succede, non sapessi leggere? Dovresti aver paura? Sei solo? Hai freddo? Sai fino a che punto l'uomo è «te stesso»? Imbecille? E nudo?"

"La religione, la cui essenza è ricerca dell’intimità perduta, si concentra sullo sforzo della coscienza chiara che vuol essere totalmente coscienza di sé: ma questo sforzo è vano, poiché la coscienza dell’intimità è possibile solo al livello in cui la coscienza non è più un’ operazione il cui risultato implichi la durata, ossia al livello in cui la chiarezza, che è l’effetto dell’operazione, non è più data." 

Georges Bataille

 

- per intestimoniata grazia di aa -

 

 

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giovedì, 24 aprile 2008

 

christine_kessler2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Voglio ammirarti come si ammira l'incoscienza.
Per poi prenderti a sberle. 
Le stesse che amo prendere nei tuoi momenti d'inestimabile Assenza:
vera e unica Presenza. 

 

 

 

postato da: ilFrancese alle ore 00:40 | Permalink | commenti (20)
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sabato, 19 aprile 2008

 

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Mi dono il sabato a sgretolare il tempo amandomi nel vagare senza fretta. Assaporandomi. Lasciando il mondo al mio cospetto. E il pensiero di te stesa sul tavolo da cucina le cosce aperte quando mi doni la puttana che t'appartiene nell'inondarmi la bocca.

 

 

 

postato da: ilFrancese alle ore 20:26 | Permalink | commenti (19)
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sabato, 12 aprile 2008

 

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Perchè è sempre più vasta la libertà che ti dono di quella che ti puoi permettere? Perchè ho divorato il concetto di libertà e non mi serve più. Lo so, sgomenta vedere qualcuno che ha liquidato ciò che per noi è tutto lì nella sua apparente s(t)olidità. Costui non ci insegna un bel nulla perchè emana ciò di cui nemmeno si rende conto. Una madre insegna l'amore al figlio? No. Il figlio diventa l'amore stesso che lei è senza saperlo. E soprattutto senza volerlo. Noi siamo da-per-sempre e mai e poi mai 'diveniamo'. Il divenire è un falso della coscienza che una volta fattasi carne non può mai trovarsi stabilmente collocata e per questo anela disperata-mente all'inorganico. Sorridere bambinescamente a questo fraintendimento subito è una condizione esistenziale di incommensurabile dolcezza.

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postato da: ilFrancese alle ore 19:49 | Permalink | commenti (23)
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martedì, 08 aprile 2008

 

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Vedete, mi vengono le lacrime agli occhi sapendo (per usare un malinteso) che io sono. Dire lacrime di gioia sarebbe come dare un attributo a dio quando dio creato da Me può solo farsi accadere. E parlare di dio con dio è un fuori tema. Lacrime testimoniate come residuo corporeo di un corpo che non può (non deve!) trovare collocazione se non nel perpetuarsi ironico del divenir-uguale ripetuto all'infinito. Non è un fatto di vanità nè di afflato tracendente no, niente di tutto questo chiacchericcio pensoso. Non è nemmeno una certezza: potreste vederla piuttosto come l'ineluttabilità degli interstizi tra le parole, il silenzio immediatamente prima e dopo un pronunciamento. La sospensione del tragico riassorbita nella grazia dell'assenza, una costante fioritura dei vuoti alcunchè, tra le maglie mondane dello spazio/tempo. Che meraviglioso caleidoscopio l'espressione. Metto l'occhio nella fessura colorata per guardarmi la vita luccicare, ma quando la guardo non sono io che sorrido, il sorriso è il suo: dovevo consentirmi quest' amato fraintendimento chiamato vita per farla finita con l'essere.

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postato da: ilFrancese alle ore 22:58 | Permalink | commenti (11)
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domenica, 06 aprile 2008

 

winona 1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 "a ogni idea che nasce in noi qualcosa in noi marcisce"

"solo gli spiriti superficiali si accostano a un'idea con delicatezza"

"un libro che, dopo aver demolito tutto, non demolisca anche
se stesso, ci avrà esasperato invano"

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E.M. Cioran

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postato da: ilFrancese alle ore 03:39 | Permalink | commenti (19)
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martedì, 01 aprile 2008

 

Copia di scarlettjohansson (146)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ti portai sopra il ponte romantico quella sera, mi avevi conosciuto da dieci minuti appena e già mi giravi attorno disegnando cerchi concentrici. Diventasti improvvisamente silenziosa. Femmina. Ti colava l'odore di dosso. Ti cinsi i lombi e avventai la bocca sulla tua faccia. La gente intorno non mi impedì di infilarti le dita sotto la gonna, spostarti le mutandine e intingere le dita nel fradicio. Ti presi per mano senza dire nulla a scendere il ponte a girargli sotto ora soli a metterti la mano sulla schiena a piegarti in avanti appoggiata al muro. Quell'uomo giovane col cane al guinzaglio. Passava. Si girò e proseguì. Poi più in là si rigirò. Mentre sfilavo il cazzo dal tuo buco più stretto e vedevo il tuo anfratto rimanere aperto liquido dilatato, tu gli sorridesti beffarda gli occhi socchiusi come a volergli terminare in quell’istante la giornata per farlo rincasare in fiamme. Accosciata. A pulirmi e lisciarmi l’asta e la cappella con la bocca e sollevandoti per portarti via le mie labbra avide irrorate di sangue a baciarti l’odore nostro.

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postato da: ilFrancese alle ore 00:48 | Permalink | commenti (16)
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giovedì, 27 marzo 2008

 

 gli angeli non chiacchierano,
essi parlano disdicendo il dire.
tutto il mondo ascolta
ma ascoltare non basta:
è scomparire alla propria vista
è questo 'non essere in casa'
dell'angelo l'unico suono nel deserto
per chi è divorato dalle proprie mura.
l'ultima goccia che fa traboccare il vaso
è la stessa che ha iniziato a riempirlo
e l'angelo è tutto, proprio perchè non c'è mai stato:
la morte lo guarda e stizzisce, difronte a colui che non è mai nato.

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postato da: ilFrancese alle ore 01:13 | Permalink | commenti (25)
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sabato, 22 marzo 2008

 

untitled 10

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la serpe addosso invade il paniere ti rompe le uova divorandole tramortita in resurrezione spalanchi la bocca fessure dilatate colma strabordi liquidi l'odore mio indelebile tra gli occhi tuoi marchiato a fuoco dietro la mente lì dove non mente svanisco nel nulla e un evento t'è capitato un capolavoro da per sempre stato

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postato da: ilFrancese alle ore 05:20 | Permalink | commenti (16)
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lunedì, 17 marzo 2008

 

Sondaggio di cortesia   (tipo lo specchietto)

 

A - dimmi in cosa si differenzia, se si differenzia, la femmina dal maschio 
     (apriamo la sagra delle generalizzazioni)

B - fai una generalizzazione sui maschi e una sulle femmine
     (chiudiamo qui la sagra)

C - dimmi perchè rispetto a quand'eri bambina hai perso gran parte del 
     tuo femminile o perchè ne hai guadagnato

D - dimmi con convinzione che ti sono molto simpatico

 

 

 

postato da: ilFrancese alle ore 22:36 | Permalink | commenti (26)
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giovedì, 13 marzo 2008

 

madonna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da bimba tu non eri tu. Difatti di te stessa parlavi in terza persona "alice è arrabbiata..": l'impersonalità che testimoniava l'estranea individualità, come un oggetto. Eri (impersonale, quindi non tu) felice senza sapere d'esserlo, perchè la felicità "di qualcuno" non è felice quando c'è qualcuno che concepisce d'esserlo. Poi t'hanno insegnato la parolina, il concetto "io" e subito a catena "io sono" e poi "io sono il corpo" e in seguito all'attribuzione del concetto di corpo personale il concetto di 'mio" (mio di questo corpo) e quindi tutto il manifesto s'è manifestato in quanto separato da te e addio onnipotenza e felicità inconsapevole. Tutto diventò una minaccia, un giocare in difesa, in primis la paura della morte (che cosa se non la morte del corpo, del concetto di corpo?). A quel punto la frittata fu fatta perchè ogni pensiero (oggetto estraneo)  l'hai preso involontariamente in consegna come "il mio pensiero" e a catena naturalmente è sorto "il mio parlare" e "il mio fare". Per comprendere un discorso così semplice bisogna sprofondare. Voi non lo comprendete perchè siete estremamente complessi, siete persone molto interessanti! ragionate partendo da postulati, la cosiddetta 'conoscenza', e andate in giro come pugili suonati chiedendovi cos'è la sofferenza, cos'è la paura, cos'è l'amore, cos'è la libertà. A questi enormi interrogativi (esistenti solo nelle piccole teste che credete 'vostre') rispondete da intellettuali o da psicologi producendo idee partendo da idee. Rimpicciolendovi sempre più. Sempre l'io che si parla addosso. Ma tutte le idee muoiono, anzi nascono già morte alla pari del corpo-mente, l'io che vi credete d'essere. Che fare allora? Niente. Che si provi a fare niente! Difronte a questo discorso la persona più erudita o intelligente di questa terra si ferma, e conta quanto uno sputo.

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postato da: ilFrancese alle ore 21:36 | Permalink | commenti (24)
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